| Descrizione |
Lo Ntronaturo si fa ascoltare distintamente dagli affacci che il paese di Aieta ha su di lui.
Ha un'alimentazione di tipo pluviale-nivale; è possibile trovarlo in buon forma dall'inizio periodo invernale, con la ripresa delle precipitazioni, fino a maggio inoltrato.
Il parcheggio a valle è raggiungibile con macchine alte o abbastanza arroganti da poter affrontare una strada bianca che non sia in buone condizioni. Esiste la possibilità di fare il ritorno completamente a piedi.
Lasciata la macchina al parcheggio di monte, l'accesso alla forra avviene tramite il comodo sentiero il cui inizio è posto proprio dietro il fontanile nei pressi del quale abbiamo parcheggiato; nel giro di pochissimi minuti raggiungiamo il fondovalle e l'acqua. Qui comincia la discesa.
Il torrente si configura, inizialmente, come un fosso a "U" poco incassato che alterna pozze anche profonde a brevi salti. Nel corso della discesa perde lentamente questa caratteristica per fare spazio a pozze profonde e pareti ben incassate, con verticali, passaggi e vasche di ricezione che possono diventare difficoltose nel caso di portate sostenute.
Dopo circa 2/3 della forra, il paesaggio cambia nuovamente, riaprendosi in un tratto dal tono decisamente fluviale e attraversando, ahinoi, una discarica (più meno a questa altezza: 39°56'2.93"N 15°49'11.89"E). Qui abbiamo notato un aumento della portata del torrente.
Poco dopo la discarica, si passa sotto un ponte stradale ed il torrente si incassa nuovamente per concedersi in una sequenza finale bella e inattesa. Questo tratto della forra risulta essere il più tecnico e impegnativo dell'intero itinerario, già non breve e banale.
Dopo la sequenza finale il torrente si apre nuovamente e va percorso fin quanto, in riva destra idrografica, non si incontra un affluente, questo è il Fiumicello. E' il punto in cui la nostra discesa termina.
Per uscire, è necessario risalire il Fiumicello per un breve tratto. Quando intravediamo una struttura a bordo fiume (è una struttura di captazione dell'acqua), posta in riva sinistra idrografica, è ora di uscire, spogliarsi e mettere mano al percorso di ritorno.
Per raggiungere il punto in cui avete lasciato la navetta (39°56'5.76"N 15°49'5.25"E), vi basterà percorrere la strada che parte dalla precedente struttura di captazione delle acque e seguirla in salita. In breve giungerete sul quadrivio dove è collocato il punto.
Se non avete navetta, dovrete procedere oltre il quadrivio, prendendo la strada poco tracciata che parte dall'altro lato esatto della carrareccia principale e che prosegue in salita in direzione Est-Nord-Est (39°56'5.87"N 15°49'6.05"E). Seguendo questa vecchia strada, vi lascerete un due ruderi alla vostra destra salendo.
Superato il secondo rudere, dovrete attraversare un vecchio campo coltivato in abbandono, tagliando tra le frasche, per poi inerpicarvi lungo il pendio che si stacca da est rispetto al campo, cercando un passaggio nell'erba alta.
Prima o poi, risalendo, taglierete una mulattiera (orientata Nord -Sud), contrassegnata con bolli cai sbiaditi. Una volta raggiunta la mulattiera seguitela in direzione sud. La mulattiera pian piano diventa sentiero e, passando in quota proprio sul pendio in destra idrografica dello Ntronaturo, vi farà superare una piccola struttura di ricovero per animali al pascolo e infine vi riporterà al fontanile da cui siete partiti.
Dove c'è la discarica esiste la possibilità di un'uscita/ingresso intermedio. Valutate la portata prima di affrontare l'ultimo terzo della forra, quello tecnicamente più interessante, e valutate se uscire in questo punto. |